Dove Siamo
Un luogo reale, un luogo da abitare
Qibu ha sede nel centro storico di Isili, in Piazza Costituzione 11, all’interno di una casa oggi conosciuta come anima mundi.
Questo spazio, immerso nella tranquillità e nella bellezza del paesaggio del Sarcidano, ha una forte valenza culturale, relazionale e simbolica.
La casa ospita le attività di formazione, residenze artistiche e incontri pubblici.
Dispone di:
spazi interni polifunzionali, ideali per attività laboratoriali e performative;
una cucina con camino per esperienze legate alla tradizione culinaria sarda;
aree esterne, lolla e cortile per attività all’aria aperta;
una segreteria e zone di accoglienza dedicate agli ospiti;
camere per la ricettività (in condivisione o per piccoli gruppi).
La sede di Qibu è parte integrante della visione del progetto: portare cultura e nuove possibilità dove spesso mancano luoghi e spazi stabili per farlo.
Qui il nostro progetto prende forma, in equilibrio tra identità, natura, memoria e futuro.
Isili è un paese ricco di potenziale:
Curiosità
Le leggende di Isili
Racconti che affiorano tra acqua e pietre
Nelle campagne di Isili, si narra la storia di Friorosa, la più giovane delle tre figlie di un pastore. Fragile e sempre infreddolita, Friorosa sentiva di non poter contribuire come le sue sorelle alle fatiche quotidiane. Un giorno, durante una calda estate, la famiglia si avventurò alla ricerca della chiesetta di San Sebastiano e della sua fonte d’acqua. Dopo ore di cammino senza successo, Friorosa, esausta, si fermò accanto a un masso di granito. In un atto di amore e sacrificio, pregò di poter diventare una sorgente per dissetare i suoi cari. La leggenda racconta che il suo desiderio fu esaudito: al ritorno, la famiglia trovò una nuova fonte d’acqua fresca, ma di Friorosa non vi era più traccia. Ancora oggi, si dice che quella fonte esista, nascosta tra i boschi, pronta a rivelarsi a chi ne ha veramente bisogno.
La chiesetta di San Sebastiano, un tempo luogo prediletto per i matrimoni delle famiglie nobili di Isili, è avvolta da una leggenda tragica. Durante una fastosa cerimonia nuziale, un giovane, respinto dalla sposa, irruppe accusando lo sposo di avergli sottratto l’amata. In preda alla rabbia, lo spinse giù da una rupe. La sposa, nel tentativo di salvare il marito, cadde anch’essa. L’aggressore fu poi giustiziato dagli invitati. Da quel giorno, la chiesa non fu più utilizzata per matrimoni, e il tratto del lago sottostante è conosciuto come “Sa Piscina de sa Sposa”, la piscina della sposa.